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Referendum giustizia, il collettivo Cua impedisce un evento per il Sì all’università

All’Università di Bologna un evento per il Sì legato al Referendum sulla giustizia è stato impedito da un’occupazione del collettivo Cua

Evento Referendum Giustizia (©UniBo)
Evento Referendum Giustizia (©UniBo)

Mercoledì all’Università di Bologna avrebbe dovuto tenersi un’iniziativa legata al Referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. L’evento organizzato da Azione Universitaria presso la facoltà di Giurisprudenza di via Belmeloro, tuttavia, non è andato come previsto: un’occupazione del Collettivo Universitario Autonomo, infatti, ha interrotto bruscamente il dibattito, al quale stavano partecipando più di 400 persone tra cui molti studenti e docenti del dipartimento.

All’UniBo salta il dibattito sul referendum sulla giustizia, il rettore Molari condanna l’accaduto: «Un episodio molto grave, riorganizzeremo l’incontro»

Il caos scatenato dal Collettivo Cua ha messo fine all’iniziativa, che a quanto pare non aveva del tutto completato l’iter di autorizzazione. Il rettore di UniBo Giovanni Molari, tuttavia, ha condannato duramente l’episodio. «I giovani di Azione Universitaria erano in buona fede. Abbiamo riservato massima attenzione al fatto che ogni discussione sul referendum organizzata da docenti o associazioni studentesche fosse improntata al massimo equilibrio e pluralismo. Mercoledì ci sono stati comportamenti molto lontani da questo approccio, che per noi è un dovere etico e civile» ha spiegato Molari.

Il Rettore ha inoltre evidenziato come l’Alma Mater sia da sempre attenta ai temi di interesse pubblico, in modo particolare a quelli che scatenano accesi dibattiti come il Referendum sulla giustizia del marzo 2026. «C’è la volontà di mettere a disposizione della comunità le competenze tecniche e scientifiche di cui dispone il nostro ateneo, contribuendo al dibattito con equilibrio, compostezza e rispetto del pluralismo e senza alimentare strumentalizzazioni. E così sarà se l’incontro verrà riproposto. Le tensioni che si sono create non hanno nulla a che fare con il dibattito civile» ha proseguito.

Molari, infine, ringrazia gli organizzatori e i docenti che hanno deciso di annullare l’iniziativa prima che la situazione sfociasse in «più seri problemi di ordine pubblico».

(Fonte: Il Resto del Carlino, Mariateresa Mastromarino)

 

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