Il Tecnopolo di Bologna, con i suoi moderni padiglioni di via Stalingrado, è un’eccellenza internazionale per il supercalcolo, i Big Data e l’Intelligenza Artificiale, diventato tale grazie a importanti investimenti della Regione Emilia-Romagna e dell’Unione Europea. Nel cosiddetto Dama (Tecnopolo Data Manifattura Emilia-Romagna) ha anche sede l’Agenzia nazionale per la meteorologia e climatologia “ItaliaMeteo”, la struttura di servizio meteorologico nazionale che scelse di stabilirsi nel capoluogo emiliano dopo la fuga del Centro meteo europeo dalla Gran Bretagna. Ora, però, l’agenzia potrebbe traslocare, spostandosi a Roma.
Lepore: «Un errore trasferire ItaliaMeteo dal Dama Tecnopolo di Bologna. Così facendo si rischia uno smantellamento dell’Agenzia da uno dei più importanti hub tecnico-scientifici d’Europa»
Il possibile trasferimento di ItaliaMeteo ha scatenato in primis l’ira del sindaco di Bologna Matteo Lepore e del presidente della Regione Michele de Pascale, che hanno definito tale scelta un errore. «Siamo stati informati che il governo vuole procedere al trasferimento a Roma dell’Agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia ItaliMeteo che oggi ha sede al Dama di Bologna, con evidentissimi rischi di smantellamento della struttura e di chi ci lavora. Questo è estremamente preoccupante e rischia di sradicare l’Agenzia dall’ecosistema scientifico e tecnologico del Tecnopolo, dove si è insediata e dove ha investito» hanno affermato, criticando anche il cambio di governance che vuole escludere la Regione da questo tipo di decisioni.
Il Dama, in effetti, è uno dei centri più importanti a livello europeo dedicati al calcolo ad alte prestazioni, all’IA e alle scienze del clima. Tra gli altri, il Tecnopolo di Bologna ospita anche il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, il Cineca, il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, l’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima e l’Università di Bologna. «L’Agenzia ItaliaMeteo inserita stabilmente in questo contesto rafforza l’intero sistema Paese e consente all’Italia di presentarsi compatta e competitiva nello scenario internazionale. Non è una struttura locale, ma un presidio nazionale fondamentale per la sicurezza dei cittadini, la pianificazione territoriale, l’agricoltura, la gestione delle risorse idriche e la competitività del sistema produttivo. Le decisioni sulla sua governance e sulla sua collocazione dovrebbero puntare a rafforzarne la stabilità e l’autonomia tecnico-scientifica» proseguono Lepore e de Pascale.
(Fonte: Corriere di Bologna, Marco Madonia)
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