Bologna, nota fin dal Medioevo come la “Turrita”, deve questo appellativo a un profilo urbano unico al mondo, segnato un tempo da circa cento torri (sebbene leggende e studi ottocenteschi ne abbiano ipotizzate quasi 200). Ma perché questa città fu letteralmente invasa da questa forma architettonica? In una di queste, c’è uno splendido e non sempre noto orologio astronomico, che invece merita di essere conosciuto.

Cartolina d’epoca con le Torri di Bologna
Perché furono costruite le torri?
Le torri di Bologna, fiorite intorno al XII secolo, non erano solo semplici edifici, ma veri e propri simboli di potenza. Per le famiglie gentilizie più importanti, innalzare una torre significava mostrare il proprio vigore politico ed economico.
Oltre al prestigio, c’era anche una necessità pratica: la difesa militare. Durante le sanguinose guerre civili tra Guelfi e Ghibellini, le torri fungevano da difese quasi insormontabili. Erano strutture difensive strategiche, spesso collegate tra loro da ponti di legno o ballatoi, dai quali era possibile scagliare dardi, pietre e olio bollente sui nemici.
Le torri iconiche di Bologna, alcune ancora visitabili
Oggi Bologna conserva ancora tante di queste sentinelle di pietra, ognuna con la sua storia. Alcune sono estremamente note, tanto da essere il simbolo stesso della città, le cosiddette “due torri”, altre sono meno note ma non per questo meno importanti e straordinarie.
- Torre degli Asinelli: Con i suoi 97 metri, è la torre medievale pendente più alta del mondo e il simbolo indiscusso della città. Impossibile non pensare a lei quando si pensa a una torre di Bologna.
- Torre Garisenda: Celebre per la sua pendenza estrema, la maggiore tra le torri italiane, fu mozzata nel XIV secolo per timore di crolli. Dante Alighieri ne rimase così colpito da citarla nell’Inferno. Attualmente i lavori per la sua messa in sicurezza e il suo futuro “benessere” sono purtroppo tornati di moda.

Le due torri di Bologna, Garisenda e Asinelli (© Wikipedia)
- Torre Prendiparte (detta “Coronata”): Alta 60 metri, si distingue per la caratteristica decorazione a forma di corona sulla sommità. Ancora visitabile, al suo interno insiste un B&B e sulla sua sommità spesso vengono organizzati eventi.
- Torre Altabella (o degli Azzoguidi): Nota per la sua estrema linearità e verticalità, è la terza più alta della città.
- Torre Galluzzi: Situata in una corte privata, conserva ancora l’antico accesso sopraelevato, una “finestra” (l’unica a forma ogivale ancora restante a Bologna) che serviva per rifugiarsi all’interno tramite ballatoi di legno in caso di pericolo. Torre già citata nella storia di Virginia Galluzzi.
- Torre dell’Orologio (o Accursi): è situata in Palazzo D’Accursio e merita una parentesi per l’orologio che ospita.

Vista aerea della Torre Prendiparte (© Wikipedia)
La Torre dell’Orologio e l’orologio astronomico di Palazzo D’Accursio
Una menzione speciale spetta alla Torre dell’Orologio di Palazzo D’Accursio, recentemente riaperta al pubblico con un percorso che permette di osservarne il meccanismo interno.
Installato nel 1451, questo non era un comune orologio, ma un raffinato strumento astronomico. La sua funzione non era solo segnare le ore, ma anche indicare le fasi lunari, fondamentali per regolare la vita agricola e cittadina dell’epoca.
Il sistema delle 24 ore
Il quadrante segna 24 ore, non 12, ma la ventiquattresima ora non è la mezzanotte bensì il tramonto. Ciò significa che l’orologio veniva regolato ogni giorno poiché l’orario del tramonto cambiava (così come fa ancora) costantemente. Purtroppo non vi sono abbastanza fonti per sapere esattamente come fosse questo quadrante che, chiaramente, non è quello dell’attuale orologio visibile nella torre.

Il quadrante secondo la ricostruzione del Rubbiani
Il Carosello degli Automi
La seconda parte, vede il meccanismo scenografico che entrava in funzione allo scoccare di ogni ora. Alcune statue semoventi (un angelo che suonava la tromba seguito dai Re Magi) sfilavano davanti a una Madonna con Bambino, inchinandosi in segno di offerta. Questo spettacolo fu così innovativo da servire come modello per l’orologio di Piazza San Marco a Venezia.

Statue lignee dell’Orologio Astronomico (Musei Comunali di Bologna)
