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Caro-affitti, l’UniBo cerca soluzioni

Il prorettore dell’UniBo ha parlato delle difficoltà di trovare alloggi a Bologna per i fuorisede

UniBo (©UniBo)
UniBo (©UniBo)

Con l’avvicinarsi del nuovo anno accademico torna al centro dell’attenzione il problema degli affitti per studenti universitari. Bologna, forte di uno degli atenei più prestigiosi d’Europa, continua ad attirare migliaia di giovani provenienti da tutta Italia e dall’estero. L’aumento della domanda di alloggi, però, rende sempre più difficile trovare una sistemazione a prezzi accessibili.

Tanti fuorisede, pochi alloggi

A lanciare l’allarme è Federico Condello, secondo cui l’UniBo deve fare i conti con una popolazione studentesca sempre più numerosa e diversificata. «Siamo l’Ateneo con più fuorisede in Italia», evidenzia il prorettore per il Resto del Carlino, segnalando come molti di questi ragazzi diventeranno cittadini bolognesi in futuro. Insomma, investire nell’accoglienza degli studenti significa anche investire nel futuro della città.

Un tratto di via Santo Stefano dall'alto

Un tratto di via Santo Stefano dall’alto

Il problema riguarda soprattutto il costo delle stanze. Gli annunci privati possono raggiungere cifre molto elevate e, in alcuni casi, gli studenti arrivano a spendere cifre insostenibili ogni mese per una singola stanza. A cui, peraltro, si aggiungono le altre spese necessarie per vivere. La conseguenza? Una parte degli universitari rischia di dover rinunciare a Bologna oppure di scegliere soluzioni abitative lontane dal centro.

UniBo al lavoro

Secondo il rettore, la risposta non può essere affidata esclusivamente al mercato privato. Occorre aumentare l’offerta degli studentati pubblici, sostenendo contemporaneamente nuovi progetti abitativi.

Una maggiore disponibilità di posti letto potrebbe ridurre la pressione sugli affitti privati e rendere la città più accessibile. L’obiettivo, infatti, non è soltanto costruire nuove strutture, ma creare un sistema capace di offrire agli studenti diverse possibilità, in base alle loro esigenze e alle loro disponibilità economiche. In linea, peraltro, con l’Università che, proprio per lasciare tempo di scelta, ammette gli alunni il prima possibile, anno dopo anno.

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