Uno dei più stimati registi e sceneggiatori del cinema mondiale. Un uomo che ha creato storie e visioni al cardiopalma. Platoon, JFK-Un caso ancora aperto, Natural Born Killers, Nato il quattro luglio, dovrebbero ricordare nome e cognome del cineasta. Cinema di alto livello e un’istituzione della settima arte per certi versi. Parliamo di Oliver Stone, che quest’oggi riceverà la cittadinanza onoraria di Ferrara, mentre domani sarà il turno della laurea honoris causa guadagnata da Stone. Il senso del riconoscimento accademico viene spiegato dalla rettrice di Unife, Laura Ramaciotti: «l’università è luogo di conoscenza, di formazione e di confronto. Stone ha contribuito con i suoi film a costruire lo spirito critico».
Oliver Stone a Ferrara
Oliver Stone è arrivato ieri in città. Ferrara ha accolto il cineasta statunitense con proiezioni dei suoi film, nel quarantennale di Platoon, cittadinanza onoraria e per l’appunto la laurea honoris causa. Rivolgendosi alla platea, Stone ha esordito con un «wonderful. We need more truth». Meraviglioso, abbiamo bisogno di di più verità. Il resoconto giornaliero e delle sue parole, porta la firma di Federico Di Bisceglie giornalista de il Resto del Carlino. La sinergia tra città e accademia cittadina è nata grazie a Silvia Bizio, giornalista e saggista che ha fatto da ponte tra Ferrara e Stati Uniti. «Questa retrospettiva è nata grazie a un intenso lavoro durato diversi mesi»; il regista nativo di New York ha accettato immediatamente l’invito. Chi parla dell’opera artistica è invece Alberto Boschi, autore del pamphlet Passione politica, indagine storica e poetica dell’eccesso nel cinema di Oliver Stone, pubblicato da Ferrara Arte. «È quasi impossibile per un docente ricevere un feedback immediato dal personaggio cui ha dedicato la sua opera».
Le parole del cineasta statunitense
«Abbiamo bisogno delle giovani generazioni. È difficile affrontare questi temi senza subire forme di boicottaggio verso chi ricerca una verità diversa da quella fornita dalle narrazioni standard. Negli U.S.A. questa volontà di ricerca della verità è molto più affievolita. In Italia percepisco maggior spirito critico. Serve ricerca, approfondimento. E anche, rottura rispetto alle narrazioni dominanti».
