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Bologna, all’asta gli oggetti del Convento della Visitazione

Il Convento della Visitazione verrà trasformato in uno spazio per ospitare i pazienti e le proprie famiglie

Convento della Visitazione Bologna (©Fondazione Sant'Orsola)
Convento della Visitazione Bologna (©Fondazione Sant'Orsola)

Si svuota il Convento della Visitazione di Bologna, situato in via Mazzini 71: una volta casa per decine di suore di clausura, l’enorme complesso situato in via Mazzini 71 sarà trasformato dalla Fondazione Policlinico Sant’Orsola in una casa per i malati, uno spazio che possa accogliere i pazienti e i familiari che abbiano bisogno di un alloggio. Una parte dell’edificio diventerà invece uno reparto per i bambini, che comprenderà anche un asilo per i figlio dei dipendenti dell’ospedale.

La Fondazione Sant’Orsola trasformerà il Convento della Visitazione di Bologna in una casa per i malati: nel weekend un mercatino per rivendere gli oggetti custoditi nel monastero

Il Convento della Visitazione sorge dietro la Parrocchia di S. Maria Lacrimosa degli Alemanni, vicino al Policlinico. L’enorme edificio di più di 3.500 metri quadrati ha ospitato monache di clausura dall’inizio dell’Ottocento (all’epoca erano circa 80) fino al 2019. Quell’anno le quattro religiose restanti si trasferirono a Como e da allora il monastero è rimasto chiuso. Un angolo di Bologna inesplorato circondato da orti e giardini e rimasto nascosto dietro ad alte mura.

Lo scorso weekend, però, il portone è stato aperto per permettere ai curiosi di entrare in questo enorme spazio “dimenticato”. Grazie a un mercatino, poi, sono stati venduti all’asta molti oggetti custoditi all’interno dell’ex convento: libri, quadretti, coperte, tavoli, sedie, materiale per cucire, persino un inginocchiatoio. La sovrintendenza ha poi svincolato più di 50 opere tra cui pale d’altare, dipinti, statue, porcellane e numerosi mobili, alcuni dei quali saranno distribuiti tra le altre parrocchie di Bologna.

Adesso la Fondazione Sant’Orsola, in accordo con l’Ausl di Bologna, ha pensato di trasformare l’antico convento in uno spazio utile alla comunità. I lavori saranno completati entro qualche anno, ma intanto gli architetti sono già all’opera.

(Fonte: Repubblica)

 

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