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Bologna, Sonni Uno si racconta: «Vado in curva con mio papà da quando avevo sei anni. Il Bologna e lo stadio mi condizionano l’umore»

L’emergente rapper bolognese, Sonni Uno, si racconta in una lunga intervista: il rapporto e la passione per il Bologna, in cima alla sua arte

La Curva del Bologna in Bologna-Brann di Europa League 2025/26
La Curva del Bologna in Bologna-Brann di Europa League 2025/26

Sull’assolata via Mazzini, una nuova luce folgora la vita dell’iconica via bolognese. Il rapper ‘Sonni Uno‘ si racconta al Corriere di Bologna, tra calcio, musica e una città che lo ha cresciuto, inseguendo quei sogni che, dal ragazzo che era lo hanno fatto diventare più grande. In arte il suo nome è Sonni Uno, ma Filippo Sandri nasce nel 2001 e la forte connessione con il mondo del calcio, a cui ricorre nelle sue barre, è secondaria rispetto ai mostri sacri della scena rap italiana a cui si ispira: Inoki, Salmo, Fabri Fibra.

«Il mio nome d’arte è frutto della passione che mio padre ha per il film ‘Il Padrino’, mentre ‘Uno’ è per il mio primo EP. Faccio musica dal 2020; all’inizio era un esperimento, poi è diventata una cosa seria. Mi diverto e sono contento.» Il legame con lo sport di riferimento e con la squadra della sua città nasce fin da piccolo. Filippo giocava a calcio e come ogni altro bambino della sua età la purezza di quella passione, lo portava a sognare futuri scenari di gloria. «Quando ho smesso col calcio ho sentito il bisogno di buttare fuori certe cose. Lì ho capito che non era solo un hobby.»

Sonni Uno e il Bologna

L’ultima trovata in collaborazione con ‘Lavoropiù’: Sonni crea un video e una traccia per ogni partita europea del Bologna. «Ci ho messo dentro tutto il mio background, citando luoghi di Bologna e calciatori del passato. Speriamo possa andare avanti: significherebbe che anche il Bologna va avanti nella competizione.»

«Vado in curva da quando avevo sei anni con mio papà. È tutta la vita che vivo lo stadio e il Bologna mi condiziona l’umore; è la mia città in campo. Ero letteralmente innamorato di Diamanti, Di Vaio mi ha folgorato e mi piaceva molto Simone Verdi. Più recentemente Calafiori, Zirkzee e Castro.»

Sport e musica esercizi diversi, ma affini: la sensibilità e le emozioni che scaturiscono dalle due si intrecciano anche per Sonni Uno: «il calcio mi svuota la testa. La musica invece è il contrario, mi fa aprire, mi fa osservare tutto quello che succede attorno a me e dentro di me.»

Stasera il Bologna affronterà in campo l’Aston Villa, per l’andata dei quarti di finale di Europa League: ci piace immaginare che Filippo e Sonni partiranno insieme da Mazzini, unendosi a scherzare durante il percorso. La trepida attesa, l’ingresso allo stadio, la musica che si unisce allo sport. Come quando si era piccoli e si sognava di diventare o essere qualcos’altro. Oggi è anche il futuro di quel passato.

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