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Cronache

Play sbarca a Bologna: il Festival del Gioco punta su socialità, cultura e innovazione

Quattro padiglioni, migliaia di tavoli e oltre 700 eventi: il più grande appuntamento italiano dedicato al gioco analogico arriva per la prima volta a BolognaFiere, trasformando la città in una capitale del divertimento intelligente e condiviso.

Play Festival

Dopo sedici edizioni nate e cresciute a Modena, Play – Festival del Gioco cambia casa e approda a BolognaFiere con numeri da record. Dal 4 al 6 aprile 2025 il quartiere fieristico bolognese ospiterà la più importante manifestazione italiana dedicata al gioco analogico, tra board game, giochi di ruolo, miniature, giochi scientifici e attività per famiglie. L’evento occuperà oltre 43mila metri quadrati coperti distribuiti in quattro padiglioni, con più di 200 espositori, 3mila tavoli pronti per essere utilizzati gratuitamente dal pubblico e oltre 700 appuntamenti in programma. Una vera e propria città del gioco che punta a coinvolgere appassionati, curiosi e famiglie attraverso un’esperienza immersiva e partecipativa. Il tema scelto per questa sedicesima edizione è “Evolution”, filo conduttore che accompagnerà incontri, laboratori e ospiti internazionali.

 

Il boom dei giochi da tavolo

Il settore dei giochi analogici continua infatti a vivere una fase di forte crescita. In Italia il comparto vale circa 1,7 miliardi di euro e registra aumenti annuali tra il 10% e il 15%, con oltre 800 nuovi titoli pubblicati ogni anno. A trainare il fenomeno sono soprattutto i board game e i giochi collaborativi, sempre più apprezzati anche dal pubblico adulto. Secondo Andrea Ligabue, direttore artistico della manifestazione, il successo del settore nasce dal bisogno crescente di socialità reale in un’epoca dominata dagli schermi.

Ospiti internazionali e area scientifica al Play Festival

Tra i protagonisti più attesi ci sarà Phil Eklund, game designer e ingegnere aerospaziale noto per i suoi giochi dedicati all’evoluzione e all’esplorazione spaziale. Attesa anche per Bianca Canoza, conosciuta come “momatoes”, tra le figure emergenti più apprezzate nel panorama dei giochi di ruolo indipendenti. Grande spazio sarà riservato inoltre all’area scientifica, che vedrà la partecipazione di enti come CNR, INAF, INFN e diverse università italiane. Attraverso il linguaggio del gioco, ricercatori e studiosi proporranno attività legate alla scienza, alla storia e alla divulgazione culturale. Tra le iniziative speciali torna anche “Play History”, dedicata quest’anno agli ottant’anni della Liberazione, con percorsi interattivi pensati per raccontare la storia attraverso il gioco.

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