Dopo la questione delle residenze di lusso e del caro-affitti, gli studenti dell’Università di Bologna si trovano ora ad affrontare un nuovo problema. Numerosi nuovi iscritti, infatti, sono rimasti senza borsa di studio dopo che l’ateneo bolognese ha terminato i fondi da destinare alle centinaia di matricole che sono risultate idonee. I collettivi Cambiare Rotta, Link e C.A.U hanno dunque deciso di protestare per chiedere che maggiori risorse siano destinate al diritto allo studio.
ER.GO eroga solo il 97% delle borse di studio: arrivano le proteste di 1.100 nuovi iscritti all’Università di Bologna e ad altri atenei regionali
L’Er.Go, l’Agenzia Regionale per il diritto allo studio, è riuscita a fornire solo il 97% delle borse di studio destinate ai 30mila studenti che ne avevano il diritto. Il totale dei contributi erogati è di 31 milioni di euro, di cui 13,5 milioni straordinari raccolti dalla Regione.
Una piccola percentuale di studenti, però, è rimasta a mani vuote: in effetti mancano all’appello 6 milioni di euro, la cui mancanza è dovuta alla fine del Pnrr e alla riduzione dei contributi governativi. Ciò significa che 1.100 nuovi iscritti alle università dell’Emilia-Romagna (Alma Mater Studiorum compresa) sono rimasti senza borsa di studio. Tra questi ci sono 750 studenti stranieri, molti dei quali provenienti da Paesi difficili come Iran e Kenya. Diversi di loro hanno anche dovuto affrontare situazioni disagiate prima di poter frequentare l’università.
Di conseguenza, ecco che i collettivi studenteschi si sono mobilitati per chiedere nuove risorse, protestando davanti al Rettorato. Il rettore Giovanni Molari ha accolto la mozione studentesca, affermando che sottoporrà la questione al Consiglio di amministrazione responsabile della gestione delle risorse economiche. Intanto Viale Aldo Moro, dove ha sede l’Er.Go, sembra aver risposto positivamente alle richieste degli studenti, chiedendo agli atenei dell’Emilia-Romagna di attivarsi per trovare i fondi mancanti. L’Università di Parma e l’Unimore di Modena e Reggio Emilia si sono già mosse, così come quella di Ferrara. Manca appunto quella di Bologna, che ha numeri molto più importanti rispetto agli altri atenei regionali.
(Fonte: Repubblica, Emanuela Giampaoli)

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