L’Università di Bologna (Alma Mater) interviene direttamente per sostenere gli studenti rimasti senza borsa di studio. Il rettore Giovanni Molari ha infatti deciso di stanziare 2,5 milioni di euro destinati agli studenti risultati idonei ma non vincitori del contributo economico. Si tratta di una misura straordinaria pensata per evitare che centinaia di universitari restino improvvisamente senza sostegno finanziario.
Per la prima volta in Emilia-Romagna si è infatti creata la categoria degli “idonei non vincitori”: studenti che possiedono tutti i requisiti per ottenere la borsa di studio ma che, per mancanza di risorse disponibili, non riescono ad accedervi (ne parlavamo qualche giorno fa). Una situazione che rischiava di lasciare senza supporto economico quasi un migliaio di studenti iscritti all’Alma Mater. Il rettore ha sottolineato come lo stanziamento rappresenti una soluzione eccezionale e non destinata a diventare strutturale. «Bisogna procedere con urgenza a programmare il diritto allo studio dei prossimi anni», ha spiegato Molari, chiedendo un confronto più ampio con le istituzioni e con gli altri atenei della regione.

UniBo (©UniBo)
Università di Bologna – L’appello a Regione e sistema universitario
Nel suo intervento il rettore non ha nascosto una certa preoccupazione per il modo in cui si è arrivati a questa situazione. Secondo Molari, alcune scelte recenti sono state prese senza un coordinamento adeguato tra università e istituzioni regionali. Da qui l’invito a una pianificazione condivisa del diritto allo studio.
«Non possiamo continuare ad attivare nuovi corsi di laurea se poi non riusciamo a supportare i nostri studenti», ha osservato il rettore, facendo riferimento anche alla nascita di nuovi corsi telematici in altri atenei dell’Emilia-Romagna. Per Molari è necessario ragionare in termini di sistema, per evitare squilibri tra l’offerta formativa e le risorse disponibili per sostenere gli studenti.
I numeri dell’emergenza borse di studio
La misura riguarda complessivamente 930 studenti che risultano idonei alla borsa di studio ma che non hanno ricevuto il contributo economico. Di questi, circa 580 sono studenti internazionali. Alcuni di loro, oltre alle difficoltà economiche, stanno vivendo situazioni personali particolarmente complesse: tra gli iscritti ci sono infatti anche un centinaio di studenti iraniani, molti dei quali con famiglie coinvolte nelle tensioni e nei conflitti che interessano il loro Paese.
La maggior parte degli studenti senza borsa si trova nel campus di Bologna, con circa 650 casi. Gli altri sono distribuiti negli altri poli dell’ateneo: 25 a Cesena, 90 a Forlì, 60 a Ravenna e circa un centinaio a Rimini.

UniBo (©UniBo)
Risorse ancora insufficienti
Lo stanziamento deciso dall’università rappresenta però solo una parte delle risorse necessarie. Ai 2,5 milioni messi a disposizione dall’ateneo si aggiungono circa 600 mila euro che ogni anno l’Università di Bologna versa all’ente regionale per il diritto allo studio Er.Go. La cifra complessiva arriva quindi a circa 3 milioni di euro, mentre il fabbisogno stimato per coprire tutte le borse mancanti si aggira intorno ai 5 milioni. Per questo l’ateneo ha chiesto che le risorse disponibili vengano distribuite in modo più equilibrato, così da garantire almeno una parte dell’importo previsto a tutti gli studenti coinvolti. Parallelamente Molari auspica che la Regione possa destinare ulteriori fondi a questa voce, valutando anche l’utilizzo di alcune risorse già accantonate per altri interventi legati all’università. Un appello è stato rivolto anche alle fondazioni bancarie affinché possano contribuire a sostenere il sistema.
Università di Bologna – Le cause della crisi del diritto allo studio
Alla base della situazione attuale ci sono diversi fattori. Da un lato è terminato il flusso di alcuni fondi straordinari che negli anni scorsi avevano contribuito a sostenere il sistema delle borse di studio. Dall’altro lato è cresciuto in modo significativo il numero di studenti internazionali iscritti all’Alma Mater.
Negli ultimi anni la percentuale di studenti provenienti dall’estero è passata dal 9% del 2022 a oltre il 15%. Un aumento che ha ampliato la platea dei potenziali beneficiari delle borse di studio, aumentando di conseguenza la pressione sulle risorse disponibili. Il governo ha annunciato per il prossimo anno un incremento di circa 250 milioni di euro dei fondi nazionali destinati al diritto allo studio, che saranno poi distribuiti alle diverse regioni. Resta però da capire se queste risorse saranno sufficienti a riequilibrare il sistema anche in Emilia-Romagna.
Il problema degli alloggi universitari
La questione delle borse di studio si intreccia con quella, altrettanto delicata, degli alloggi per studenti. Molari ha ricordato come i progetti finanziati con i fondi del Pnrr abbiano prodotto risultati limitati nel sistema pubblico regionale, con poco più di cento nuovi posti letto.
Nel frattempo il mercato privato degli studentati continua a espandersi, spesso senza particolari vincoli sui prezzi degli affitti. Una dinamica che contribuisce a mantenere alta la pressione sul mercato immobiliare cittadino. L’Università di Bologna, ha spiegato il rettore, sta portando avanti progetti per realizzare nuovi collegi universitari e incrementare i posti disponibili, ma secondo Molari è necessario un impegno più ampio da parte del territorio e delle istituzioni per affrontare in modo strutturale il tema del diritto allo studio.

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