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Pilastro, ancora scontri al cantiere del Museo dei bambini

Scontri e tensioni presso il cantiere del Museo dei bambini a Pilastro: fermati alcuni attivisti del comitato Mu Basta

Museo dei bambini Bologna (Foto di Comune di Bologna)
Il progetto di come apparirà il Museo dei bambini (Foto di Comune di Bologna)

Tensioni, scontri e atti di guerriglia urbani si sono registrati nel corso della giornata di ieri al Pilastro, presso il cantiere dove sorgerà il futuro Museo dei bambini e delle bambine di Bologna. Le forze dell’ordine hanno dovuto sgombrare i manifestanti del comitato Mu Basta, contrari al taglio degli alberi che permetterà la realizzazione della nuova struttura all’interno del parco Mitilini, Moneta e Stefanini.

Scontri all’alba e in tarda serata al Pilastro: manifestanti contrari al Museo dei bambini e delle bambine fermati e allontanati con i lacrimogeni

Già all’alba i primi attivisti si erano riuniti nei pressi dello spazio verde di via Pirandello, nel cuore del quartiere bolognese di Pilastro. La situazione era apparsa concitata fin dal mattino. 150 uomini tra carabinieri, agenti di Polizia, Guardia di finanza e Digos sono intervenuti con gli scudi per allontanare i manifestanti, anche se inizialmente non c’erano state cariche.

Un piccolo gruppo di attivisti è stato portato in Questura. Tre di loro sono stati arrestati per resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Quattro persone sono anche rimaste ferite in modo lieve. Si tratta di tre agenti e un manifestante, che cadendo ha rimediato una lussazione alla palla.

Gli animi si sono scaldati nuovamente verso sera, quando i manifestanti hanno cominciato ad assaltare il cantiere buttando giù le recinzioni metalliche da poco montate attorno al perimetro. In seguito è cominciata anche una sassaiola in direzione degli agenti, che hanno dovuto ricorrere ai lacrimogeni. Intorno alle 20 sono state fermate altre quattro persone. Ciononostante, le tensioni sono proseguite fino a tarda serata, quando i manifestanti hanno incendiato cassonetti e carrelli della spesa.

A questo punto la polizia è intervenuta con nuovi lacrimogeni per sgombrare del tutto l’area. Una volta che la situazione è tornata tranquilla, gli operai hanno potuto riprendere i lavori che porteranno alla nascita del Museo dei bambini di Bologna. Nel frattempo, la Digos ha messo nel mirino una quarantina di persone.

(Fonte: Il Resto del Carlino, Giovanni Di Caprio, Nicoletta Tempera)

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