Bologna ha visto e vede ancora passare personaggi celebri sotto i propri portici: abbiamo già parlato di Dante e Mozart, ad esempio, e per restare in ambito musicale, il Maestro Fabio Sperandio in una puntata di “Largo Respighi” ci ha raccontato anche di Johannes Brahms. Il compositore tedesco, infatti, visitò l’Italia ben tre volte, e nel 1888 passò anche da Bologna, dove lasciò un segno nella cronaca locale.
L’Esposizione Universale e l’arrivo in città
Brahms non scelse a caso l’anno, venne a Bologna per via della grande Esposizione Universale (conosciuta anche come Esposizione Emiliana) che si tenne proprio nel 1888. Fu quindi visto aggirarsi tra padiglioni ed assistere a concerti eseguiti con strumenti originali, sottolineando ancora una volta la sua curiosità per la ricerca musicale anche storica. E chissà, quasi certamente passò anche dalla Montagnola, che si era rifatta il look per l’evento.

Un padiglione dell’Esposizione ai Giardini Margherita (© Wikipedia)
Non solo Esposizione: la Madonna di San Luca
Ma non vi fu solo l’Esposizione. In quell’anno vi fu anche la consacrazione della Madonna di San Luca e Brahms, fu presente alla cerimonia assieme alla Regina d’Italia. La sua presenza assieme alla reale, denota quanto quella del tedesco fosse già una figura di rilievo nel panorama europeo.

Giuseppe Martucci (© Wikipedia)
L’Incontro con Giuseppe Martucci
Ma chiaramente il Maestro Sperandio racconta questa visita soprattutto dal punto di vista musicale, il cui momento più alto fu sicuramente l’incontro con Giuseppe Martucci. Martucci allora era Direttore del Liceo Musicale e figura di spicco del panorama bolognese. Un musicista già decisamente affermato.
Valse allora ancora di più il suo “prostrarsi” davanti a Johannes Brahms, riconoscendo un immenso rispetto a quello che era già considerato in Europa come uno dei massimi compositori viventi del momento. In quegli anni, mentre Martucci componeva brani come l’Allegretto op. 67, Brahms stava lavorando a capolavori come la sua Terza Sonata per violino e pianoforte.
Brahms a Bologna, ricordo di una città vitale
Il passaggio di Brahms sotto i portici di Bologna testimonia l’apertura internazionale della città alla fine dell’Ottocento, di cui abbiamo più volte dato riscontro anche negli articoli di Maurizio Cavazza sulla storia di Bologna.
Restando in ambito musicale, Brahms portò a Bologna la sua visione per cui la musica fosse capace di unire tradizioni diverse. Ricordare Brahms a Bologna significa non solo riscoprire il contatto tra la città e il compositore, ma anche la vitalità di Bologna in quel periodo storico.
